• 1931

  • Gio Ponti alla direzione artistica della Luigi Fontana
    Gio Ponti alla direzione artistica della Luigi Fontana

    Gio Ponti alla direzione artistica della Luigi Fontana

    La Luigi Fontana – fondata a Milano nel 1881 – nasce come industria produttrice di lastre di vetro per usi edilizi. Negli ultimi anni dell’800 sviluppa una ricercata produzione di oggetti d’arredo – pezzi unici e su ordinazione – realizzati utilizzando il vetro come materia prima.

    Nel 1931 Gio Ponti – già direttore della rivista Domus – viene chiamato alla direzione artistica dell’azienda. Personalità eclettica, è fra i protagonisti del dibattito culturale di quegli anni. È infatti tra i fondatori dell’ADI, dirige in più occasioni i programmi della Triennale di Milano, è docente al Politecnico di Milano e progetta edifici pubblici e privati, arredi e oggetti che resteranno nella storia dell’architettura e del design.

    Tra i pezzi disegnati per FontanaArte alcuni sono ancora in produzione, come le lampade 0024, Bilia, Pirellina, Pirellone e il Tavolino 1932.

  • Gio Ponti firma la prima icona a marchio Fontana: la sospensione 0024
    Gio Ponti firma la prima icona a marchio Fontana: la sospensione 0024

    Gio Ponti firma la prima icona a marchio Fontana: la sospensione 0024

    Nella 0024 il volume primario per eccellenza – la sfera – è determinato dalla successione di elementi bidimensionali trasparenti e dagli spazi vuoti lasciati tra un elemento e l’altro. Un paradosso che non smette di stupire: la sospensione progettata da Gio Ponti compie 80 anni, entrando a pieno titolo fra le icone del design contemporaneo.

    11 dischi orizzontali in vetro temperato trasparente sono attraversati da un nucleo centrale luminoso: un diffusore cilindrico in vetro sabbiato che contiene la fonte luminosa e viene chiuso alle estremità da due coperchi in ottone cromato. Lo stesso materiale con cui viene realizzata la struttura che sostiene i dischi e ne fissa una distanza costante tra l’uno e l’altro.

    Oggi la sospensione monta una sorgente luminosa fluorescente, che assicura un’ottima resa luminosa e un ridotto consumo energetico.

    È disponibile anche in formato XXL, che triplica il diametro della versione classica, fino a raggiungere i 150 cm. Un protagonismo deciso per arredare anche spazi di grandi dimensioni con un un’eleganza intramontabile.

  • Cono + sfera = Bilia, la lampada da tavolo di straordinaria attualità firmata Gio Ponti.
    Cono + sfera = Bilia, la lampada da tavolo di straordinaria attualità firmata Gio Ponti.

    Cono + sfera = Bilia, la lampada da tavolo di straordinaria attualità firmata Gio Ponti.

    Se non avessimo una data di riferimento potremmo pensare che è stata progettata oggi: Bilia è la lampada da tavolo uscita dalla matita di Gio Ponti nel 1931, entrata in produzione qualche anno dopo e destinata a diventare un ever green.

    Un cono rovesciato sormontato da una sfera luminosa: due forme essenziali e riconoscibili.

    Una composizione semplice che diventa ricca ed affascinante grazie allo straordinario equilibrio delle proporzioni e all’eleganza discreta dei materiali non riflettenti: il diffusore è in vetro soffiato satinato, la montatura in metallo nichelato spazzolato. Quando la sfera bianca si accende, una morbida luce color latte si irradia nell’area circostante.

  • 1932

  • Gio Ponti inizia a collaborare con Pietro Chiesa e nasce FontanaArte.
    Gio Ponti inizia a collaborare con Pietro Chiesa e nasce FontanaArte.

    Gio Ponti inizia a collaborare con Pietro Chiesa e nasce FontanaArte.

    Per dare un nuovo impulso alla produzione di prestigiosi oggetti d’arredo, Gio Ponti si associa a Pietro Chiesa nella direzione artistica della Luigi Fontana. Insieme all’illustre maestro vetraio vengono assorbite dall’azienda tutte le maestranze attive nella sua bottega.

    Nasce subito dopo la divisione aziendale “Fontana Arte”, che copre la produzione di carattere più artigianale: dalle vetrate artistiche alle serie limitate di oggetti per l’arredo e l’illuminazione.

    Negli anni seguenti le energie creative di Pietro Chiesa – maestro versatile, di vasta cultura ed esperienza tecnica – rivestono un ruolo “chiave” per l’azienda. Progetta oltre un migliaio di oggetti diversi, alcuni dei quali sono entrati nella storia del design e sono ancora oggi in produzione, come il tavolo curvo Fontana (1932), il vaso Cartoccio (1932), la lampada da terra Luminator (1933).

  • 1932 è il nome del tavolino - progettato da Ponti - che non uscira' piu' di produzione.
    1932 è il nome del tavolino - progettato da Ponti - che non uscira' piu' di produzione.

    1932 è il nome del tavolino - progettato da Ponti - che non uscira' piu' di produzione.

    Due spessi dischi di vetro concentrici, sostenuti da una struttura centrale in ottone nichelato e spazzolato. È Tavolino 1932, battezzato con il suo anno di nascita e progettato da Gio Ponti, ispirandosi alle lastre di vetro industriale per uso edilizio, che la Luigi Fontana continuava a produrre in quegli anni.

    Tavolino 1932 mette insieme un design ancora una volta all’avanguardia e un’elevata funzionalità: sono due i piani d’appoggio posizionati su diverse altezze, per una molteplicità di destinazioni d’uso.

    Gio Ponti affronta un tema difficile, risolvendolo con estrema semplicità: gli spessori massicci dei ripiani e del sostegno metallico vengono alleggeriti dal movimento creato dai dischi di vetro trasparente, di diametro decrescente. Tavolino 1932 conserva così un’eleganza intramontabile che lo ascrive tra le icone del design contemporaneo.

  • Un vetro che sembra carta: è la materia prima di Cartoccio, il vaso firmato Pietro Chiesa.
    Un vetro che sembra carta: è la materia prima di Cartoccio, il vaso firmato Pietro Chiesa.

    Un vetro che sembra carta: è la materia prima di Cartoccio, il vaso firmato Pietro Chiesa.

    Un’unica materia prima – il vetro – viene lavorato artigianalmente fino ad ottenere un pezzo unico.

    È Cartoccio: il vaso disegnato dal maestro Pietro Chiesa nel 1932 e ancora oggi nella collezione FontanaArte.

    Il corpo del vaso si apre verso l’alto con un movimento asimmetrico a onde, che ricorda il comportamento di un foglio di carta… a cui si ispira il nome “Cartoccio”. È pensato per ospitare un mazzo di fiori: ciascuna curvatura accoglie uno stelo, formando un’equilibrata composizione d’insieme.

    La sua forma è il risultato di uno speciale processo produttivo, in cui un foglio di vetro ammorbidito dalle alte temperature viene lavorato artigianalmente, curvatura per curvatura. È per questo che ogni Cartoccio è un pezzo davvero unico.

  • Un solo materiale e un solo segno: gli ingredienti essenziali del tavolino Fontana.
    Un solo materiale e un solo segno: gli ingredienti essenziali del tavolino Fontana.

    Un solo materiale e un solo segno: gli ingredienti essenziali del tavolino Fontana.

    L’azienda si è dotata di un forno speciale – unico in Italia – per la produzione di lastre di vetro di qualsiasi curvatura. Gio Ponti si ispira alle potenzialità tecniche di questi macchine – estremamente innovative, all’epoca – per progettare Fontana, che diventa un’icona del tavolino da salotto, anche per le future generazioni.

    Il design di Fontana è essenziale: un unico segno curvato ai due lati, a formare i sostegni del piano d’appoggio. Unico è anche il materiale impiegato: una spessa lastra in vetro molato, simbolo della storia produttiva dell’azienda.

  • 1933

  • Entra in collezione Luminator, ancora oggi emblema delle lampade da terra ad emissione indiretta
    Entra in collezione Luminator, ancora oggi emblema delle lampade da terra ad emissione indiretta

    Entra in collezione Luminator, ancora oggi emblema delle lampade da terra ad emissione indiretta

    Un altro best seller della collezione FontanaArte dalla personalità così attuale che la sua data di nascita sembra incredibile. Luminator è stato progettato nel 1933 dal maestro Pietro Chiesa, che ha messo insieme con sapienza pochi semplici elementi, ottenendo un progetto estremamente innovativo ed equilibrato al tempo stesso.

    Uno stelo lungo dal diametro stretto, si allarga con continuità verso l’alto, descrivendo un cono rovesciato che cela la fonte luminosa. Una semplice struttura sorretta da una base circolare, che ricorda una torcia non solo per la sua forma, ma anche per l’orientamento della fonte luminosa.

    Luminator è il primo esempio di lampada da terra ad emissione indiretta: il metallo della struttura scherma completamente la fonte luminosa, che proietta un fascio di luce unicamente verso l’alto. Il morbido ed intenso bagliore luminoso si diffonde quindi nell’ambiente per riflessione.

    Le due finiture monocolore – ottone nichelato o verniciato nero – sottolineano la continuità e l’essenzialità di un segno inconfondibile.

  • Grande presenza di FontanaArte alla mostra in Triennale, con oggetti di Ponti e Chiesa.
    Grande presenza di FontanaArte alla mostra in Triennale, con oggetti di Ponti e Chiesa.

    Grande presenza di FontanaArte alla mostra in Triennale, con oggetti di Ponti e Chiesa.

    Il marchio Fontana porta per la prima volta alla Triennale una rassegna di oggetti firmati da Ponti e Chiesa. In particolare, Chiesa sfida i canoni estetici tradizionali presentando una serie di lampade da tavolo modulari con tubi opalini intelaiati da una struttura metallica.

    Nella nascente Milano del design si rafforza il legame tra l’azienda e la città, che guarda sempre più a FontanaArte come ambasciatrice di nuove istanze creative.

  • 1937

  • Nasce la prima versione di 006: reinterpretazione del classico lampadario secondo Pietro Chiesa.
    Nasce la prima versione di 006: reinterpretazione del classico lampadario secondo Pietro Chiesa.

    Nasce la prima versione di 006: reinterpretazione del classico lampadario secondo Pietro Chiesa.

    Il progetto iniziale è datato 1933 e firmato Pietro Chiesa: una sospensione a struttura piramidale, che mette insieme con equilibrio la complessità della sua architettura con la pulizia formale degli elementi che la compongono.

    Progettando 006 il maestro Chiesa reinterpretava – in chiave già contemporanea – gli antichi candelabri, che illuminavano grazie alla sola luce delle candele. In un primo momento il progetto originario non entra a catalogo, ma viene recuperato negli anni successivi dall’archivio storico di FontanaArte, e rielaborato fino ad arrivare al design attuale di 006: una montatura a bracci in ottone cromato, su ciascuno dei quali vengono fissate coppette in vetro soffiato e satinato. Le fonti luminose alloggiano all’interno delle coppette, diffondendo nell’ambiente una luce intensa ma mai abbagliante.

  • 1954

  • Max Ingrand: il nuovo direttore artistico che porta FontanaArte ad un regime di produzione industriale.
    Max Ingrand: il nuovo direttore artistico che porta FontanaArte ad un regime di produzione industriale.

    Max Ingrand: il nuovo direttore artistico che porta FontanaArte ad un regime di produzione industriale.

    Celebre maestro vetraio e decoratore francese, noto per le bellissime vetrate artistiche realizzate per edifici religiosi, approda alla direzione artistica di FontanaArte verso la metà degli anni ’50.

    Il mercato dell’arredo stava attraversando una profonda trasformazione: grazie al boom economico interessava strati sempre più ampi e diversificati della popolazione. Si assiste così al passaggio da una produzione limitata e dei pezzi unici alla grande serie, dai sistemi artigianali ai processi prevalentemente industriali. Max Ingrand è protagonista di questo passaggio in FontanaArte: porta l’azienda a una più intensa produzione industriale, senza perdere mai l’attenzione dell’artigiano.

  • Fontana è anche il nome dell'abat-jour firmata Max Ingrand, ancora oggi best seller e simbolo dell'azienda.
    Fontana è anche il nome dell'abat-jour firmata Max Ingrand, ancora oggi best seller e simbolo dell'azienda.

    Fontana è anche il nome dell'abat-jour firmata Max Ingrand, ancora oggi best seller e simbolo dell'azienda.

    Come designer Max Ingrand ha progettato dei veri e propri classici del design: la lampada da tavolo Fontana, ad esempio, è ancora oggi uno dei best seller dell’azienda di cui porta il nome.

    Un corpo preziosissimo, quasi completamente in vetro soffiato bianco: un elemento tondeggiante che si allunga leggermente verso l’alto sormontato da un tronco di cono. È la forma della classica “lampada con cappello”, l’abat-jour per eccellenza che ha segnato un’epoca nell’illuminazione.

    La peculiarità della lampada Fontana è l’accensione multipla: sia la base sia il paralume contengono una o più fonti luminose. La versione più grande permette anche un’illuminazione indiretta: un’ulteriore fonte luminosa è posizionata sopra al “cappello” e proietta un fascio di luce verso l’alto. L’accensione differenziata permette di incontrare più esigenze d’illuminazione: dal tenue bagliore della luce di riposo; alla luce intensa da lettura; ad una luce emozionale, d’ambiente, ottenuta per emissione indiretta.

    La satinatura superficiale del vetro bianco avvolge il profilo di Fontana con un tocco di eleganza senza tempo.

  • 1967

  • Pirellina e Pirellone: un'altra collezione intramontabile firmata Gio Ponti, che rievoca il celebre grattacielo di Milano.
    Pirellina e Pirellone: un'altra collezione intramontabile firmata Gio Ponti, che rievoca il celebre grattacielo di Milano.

    Pirellina e Pirellone: un'altra collezione intramontabile firmata Gio Ponti, che rievoca il celebre grattacielo di Milano.

    Ritornato alla direzione artistica, nel 1967 Gio Ponti disegna per FontanaArte una collezione di lampade la cui forma e luce evocano la struttura di un grattacielo. Vengono così battezzate Pirellina e Pirellone, come la celebre architettura milanese.

    Progetti che hanno in comune anche una storia di successo: come il grattacielo è ancora oggi uno dei simboli della città di Milano, Pirellone e Pirellina sono da più di 40 anni fra i best seller di FontanaArte e dei classici intramontabili dell’illuminazione.

    Una coppia di lastre di vetro curvate e trattenute in posizione da due elementi metallici, alla base e all’estremità superiore: una struttura semplice, ottenuta grazie all’utilizzo di un vetro particolarmente resistente agli urti. Le due superfici concave accostate accolgono le fonti luminose e – quando le lampade sono accese – ne lasciano intravvedere la struttura a coppie disposte su più livelli. Si alternano così fasce di luce e ombra, che richiamano lo sviluppo verticale delle finestre di un grattacielo.

    La differenza tra Pirellone e Pirellina? La prima è una lampada da terra, sormontata da una fonte alogena, che garantisce un’eccellente combinazione di luce diffusa e indiretta. La seconda è una lampada da comodino, proposta anche nella dimensione da comò.

  • 1972

  • Il progetto di Uovo viene recuperato dall'Archivio Storico dell'azienda. Ed entra in produzione un best seller da 40 anni.
    Il progetto di Uovo viene recuperato dall'Archivio Storico dell'azienda. Ed entra in produzione un best seller da 40 anni.

    Il progetto di Uovo viene recuperato dall'Archivio Storico dell'azienda. Ed entra in produzione un best seller da 40 anni.

    Una forma naturale che da sempre è simbolo di perfezione, in cui convivono armonicamente simmetria e asimmetria: è l’uovo, il soggetto di uno schizzo che nel 1972 viene recuperato dall’archivio storico dell’azienda. In quello schizzo il guscio conteneva una fonte luminosa: un’idea ironica che conquista, diventando immediatamente uno dei best seller della collezione.

    Come in natura, anche nella lampada Uovo il guscio è esempio assoluto di leggerezza: una forma elegante in vetro soffiato bianco satinato che diffonde uniformemente una calda luce avvolgente.

    Nella versione da appoggio il diffusore viene mantenuto in posizione da una sottile montatura in metallo verniciato, percorsa lungo tutta la circonferenza dal caratteristico motivo a forellini.

    Nelle tre dimensioni disponibili c’è tutta la versatilità di una collezione pensata per più destinazioni d’uso: da minuta lampada di servizio – nella versione più piccola – a scultura luminosa protagonista dello spazio, nella versione più grande.

    Oggi la lampada Uovo di FontanaArte compie 40 anni, resistendo al tempo e arredando con un gusto sempre attuale.

  • Il sistema Scintilla inaugura un nuovo settore, a cavallo fra illuminazione decorativa e illuminazione tecnica.
    Il sistema Scintilla inaugura un nuovo settore, a cavallo fra illuminazione decorativa e illuminazione tecnica.

    Il sistema Scintilla inaugura un nuovo settore, a cavallo fra illuminazione decorativa e illuminazione tecnica.

    Ideato e prodotto da Piero Castiglioni con il padre Livio, il sistema Scintilla rappresenta una novità assoluta, mettendo insieme il segno essenziale e versatile di una lampada decorativa e una capacità illuminante paragonabile a un sistema tecnico.

    Queste caratteristiche rendono Scintilla particolarmente adatta al mondo del retail e dei grandi spazi espositivi. In questo mercato FontanaArte inizia a muovere i primi passi proprio grazie a questo sistema innovativo. Ne acquisisce rapidamente importanti quote, arrivando a inaugurare la linea “Architettura”, dedicata a soluzioni di carattere tecnico.

    Nelle prime versioni a parete e a sospensione una semplice struttura in acciaio (cromato o satinato) sostiene la fonte luminosa alogena, protetta dalle alte temperature con un semplice involucro cilindrico in vetro borosilicato. Il grande successo del sistema porta l’azienda e Piero Castiglioni a proporre – nei primi anni Ottanta – la versione da terra, in cui la struttura primaria si aggancia a base e stelo in metallo cromato o in vetro blu.

  • 1979

  • Gae Aulenti alla direzione artistica sviluppa nuove sinergie tra prodotto e comunicazione.
    Gae Aulenti alla direzione artistica sviluppa nuove sinergie tra prodotto e comunicazione.

    Gae Aulenti alla direzione artistica sviluppa nuove sinergie tra prodotto e comunicazione.

    Insieme a Carlo Guglielmi arriva in FontanaArte Gae Aulenti, a cui viene affidata la direzione artistica.

    L’architetto – che aveva già collaborato con FontanaArte in passato – è un’altra grande protagonista del processo di rinnovamento dell’azienda.

    Gae Aulenti dà immediatamente una nuova spinta creativa alla collezione, firmando in prima persona lampade e oggetti d’arredo ancora oggi a catalogo. Allo stesso tempo si circonda di un team di giovani collaboratori – a conferma della vocazione di talent scout dell’azienda – riconoscendo la rilevanza di alcune leve strategiche della comunicazione.

    Mentre Piero Castiglioni la affiancava nello sviluppo prodotto, a Pierluigi Cerri veniva infatti affidata l’impostazione grafica e a Daniela Puppa e Franco Raggi l’organizzazione di eventi ed esposizioni.

  • 1980

  • Entra a catalogo il Tavolo con Ruote: sorprendente progetto con cui Gae Aulenti inaugura un nuovo stile progettuale.
    Entra a catalogo il Tavolo con Ruote: sorprendente progetto con cui Gae Aulenti inaugura un nuovo stile progettuale.

    Entra a catalogo il Tavolo con Ruote: sorprendente progetto con cui Gae Aulenti inaugura un nuovo stile progettuale.

    Un carrello industriale utilizzato nella sede di FontanaArte per il trasporto di vetri: è questo l’oggetto che ha ispirato Gae Aulenti nella progettazione di Tavolo con Ruote, esempio di una progettualità intuitiva nata dall’associazione con strumenti di uso quotidiano e tradotta in prototipo senza passare per il disegno.

    Nel progetto di Tavolo con Ruote il piano di legno del carrello industriale viene sostituito con una spessa lastra in vetro molato - simbolo della storia produttiva dell’azienda – a cui vengono fissate le rotelle industriali a movimento libero.

    È così che la sostituzione di un semplice elemento trasforma la natura dell’oggetto e la sua destinazione d’uso, avvicinandolo a molte opere dell’artista contemporaneo Marcel Duchamp.

  • Artigianato e industria si incontrano in Parola, la lampada da tavolo firmata Gae Aulenti e Piero Castiglioni.
    Artigianato e industria si incontrano in Parola, la lampada da tavolo firmata Gae Aulenti e Piero Castiglioni.

    Artigianato e industria si incontrano in Parola, la lampada da tavolo firmata Gae Aulenti e Piero Castiglioni.

    Altro best seller firmato Gae Aulenti, in Parola convivono tre diverse tipologie di vetro, che nascono da altrettanti processi produttivi, artigianali o industriali: il vetro soffiato opalino del paralume orientabile, il vetro industriale borosilicato dello stelo – particolarmente trasparente e resistente agli urti – e il vetro industriale molato della base.

    Per questo Parola è considerata ancora oggi un modello esemplare di integrazione tra artigianato e industria, nonché simbolo del primato di FontanaArte nella lavorazione del vetro.

    Nata nel 1980 nelle versioni da tavolo e da terra, l’anno successivo viene realizzata nella versione da parete, impiegata per illuminare Palazzo Grassi a Venezia.

  • 1987

  • Renzo Piano fa il suo ingresso nel mondo del design con la collezione Teso per FontanaArte. Quando il vetro ha la resistenza dell'acciaio.
    Renzo Piano fa il suo ingresso nel mondo del design con la collezione Teso per FontanaArte. Quando il vetro ha la resistenza dell'acciaio.

    Renzo Piano fa il suo ingresso nel mondo del design con la collezione Teso per FontanaArte. Quando il vetro ha la resistenza dell'acciaio.

    Renzo Piano – architetto di fama internazionale – si misura per la prima volta con il campo del design progettando per FontanaArte una produzione coordinata di sistemi d’arredo in un unico materiale: il vetro, simbolo della storia produttiva dell’azienda.

    Una collezione di grandissimo pregio, composta da tavolo – disponibile nelle due versioni con piano rettangolare e circolare – libreria e consolle, aperte su entrambi i lati.

    Il piano d’appoggio e le gambe dei tavoli, così come le mensole ed i montanti della consolle e della libreria, sono spesse lastre in vetro stratificato. Singoli elementi tenuti insieme grazie alla tensione creata da uno speciale sistema di tiranti in metallo cromato, che trasforma le strutture in un monoblocco.

    Le forme e le configurazioni componibili semplici di Teso nascondono così tutta la complessità di una tensostruttura, architettura ricorrente fra i progetti firmati Renzo Piano.
     

  • 1988

  • Franco Raggi progetta Velo: ricco risultato di un processo di sottrazione.
    Franco Raggi progetta Velo: ricco risultato di un processo di sottrazione.

    Franco Raggi progetta Velo: ricco risultato di un processo di sottrazione.

    Un sottile foglio di vetro sospeso, una presenza quasi eterea sostenuta da morsetti in alluminio agganciati a tiranti in acciaio filiformi. Una forma essenziale: uno schermo rettangolare la cui parte centrale è in vetro sabbiato, per evitare l’abbagliamento. Un materiale speciale, molto resistente e leggero allo stesso tempo: è il vetro utilizzato per le ogive delle navicelle spaziali, temperato chimicamente e così flessibile da poter essere piegato manualmente.

    Velo è un progetto ottenuto per sottrazione di peso, di materia e di forma, per un risultato estetico dotato di rigorosa unità stilistica.

  • 1992

  • Prima Signora: l'inimitabile eleganza del segno di Daniela Puppa.
    Prima Signora: l'inimitabile eleganza del segno di Daniela Puppa.

    Prima Signora: l'inimitabile eleganza del segno di Daniela Puppa.

    Un treppiede cromato la cui sommità inaspettatamente si infila all’interno di una preziosa sfera in vetro soffiato bianco. Linee essenziali, accostate in modo inedito, per un effetto d’insieme molto equilibrato. E’ Prima Signora: la lampada da terra firmata Daniela Puppa, che porta nella collezione di FontanaArte una ventata di eleganza femminile.

  • FontanaArte acquista la Candle e si apre a nuovi linguaggi.
    FontanaArte acquista la Candle e si apre a nuovi linguaggi.

    FontanaArte acquista la Candle e si apre a nuovi linguaggi.

    L’azienda aveva appena compiuto sessant’anni. Aveva già scritto importanti pagine della storia del design contemporaneo e il marchio FontanaArte si era ormai affermato a livello internazionale come un’eccellenza dell’illuminazione.

    Era arrivato il momento di rilanciare, di iniziare a dialogare più intensamente con le nuove generazioni. E’ con questo spirito che nel 1993 FontanaArte acquista Candle e la trasforma in una divisione dell’azienda, dedicata alla realizzazione di una collezione pensata per un pubblico giovane. I progetti di Candle vengono quindi affidati a nuovi nomi del design, si aprono a nuovi linguaggi, a nuovi materiali e processi produttivi, e arrivano nel mercato con un elevato standard qualitativo a prezzi più contenuti.

  • Nobi: un altro progetto che unisce massima funzionalità e design decorativo.
    Nobi: un altro progetto che unisce massima funzionalità e design decorativo.

    Nobi: un altro progetto che unisce massima funzionalità e design decorativo.

    Il filone inaugurato nei primi anni ‘70 dal sistema Scintilla dei Castiglioni, a distanza di vent’anni continua a crescere con il sistema Nobi, progettato dallo studio Metis.

    Una circonferenza in metallo cromato o satinato e un diffusore di forma circolare, formato da una coppia di cerchi di vetro stampato, sabbiato e temperato: due elementi essenziali che nascondono un sistema complesso. I due vetri concavi accostati sono infatti mantenuti in posizione da un sistema di piccole pinze e fissati alla struttura metallica con due perni, gli stessi su cui viene montata la lampadina. Il diffusore può così ruotare su se stesso e quindi orientare in direzioni diverse l’intenso flusso luminoso della fonte alogena. L’uso del riflettore, applicato su un lato del diffusore, permette di ottenere ulteriori effetti: orientando verso la parete o verso il soffitto il fascio di luce, Nobi diventa un sistema ad emissione indiretta.

    Innovativa e declinata nelle versioni da terra, a parete e a sospensione, Nobi garantisce massima funzionalità, mantenendo elementi decorativi nel design.

  • 1993

  • Sara: piccola lampada da tavolo firmata Pierluigi Cerri, che segna l'apertura a nuovi materiali e processi produttivi.
    Sara: piccola lampada da tavolo firmata Pierluigi Cerri, che segna l'apertura a nuovi materiali e processi produttivi.

    Sara: piccola lampada da tavolo firmata Pierluigi Cerri, che segna l'apertura a nuovi materiali e processi produttivi.

    Il punto di partenza è la classica lampada da tavolo con cappello. Pierluigi Cerri, l’anima grafica di FontanaArte fin dall’inizio degli anni Ottanta, ne riduce il formato, ne assottiglia e semplifica le forme, ne alleggerisce i materiali. Nasce così Sara, la piccola lampada da tavolo con diffusore in policarbonato, che introduce i materiali plastici nella collezione FontanaArte.

    Da sempre in prima linea per la produzione in vetro – industriale e artigianale – all’inizio degli anni Novanta FontanaArte si apre infatti a nuovi materiali e processi produttivi, arricchendo e diversificando ulteriormente una collezione già poliedrica.

  • 1995

  • David Chipperfield, Foster + Partners, Alvaro Siza, Vico Magistretti - Una collezione frutto di grandi collaborazioni e talent scouting
    David Chipperfield, Foster + Partners, Alvaro Siza, Vico Magistretti - Una collezione frutto di grandi collaborazioni e talent scouting

    David Chipperfield, Foster + Partners, Alvaro Siza, Vico Magistretti - Una collezione frutto di grandi collaborazioni e talent scouting

    Oltre a legare il proprio nome ai grandi maestri che l’hanno portata al successo, come Gio Ponti, Pietro Chiesa, Gae Aulenti, la storia di FontanaArte è segnata da prestigiose collaborazioni e il proficuo dialogo avviato con architetti di fama internazionale come David Chipperfield, Vico Magistretti, Steven Holl, Norman Foster, Alvaro Siza, Renzo Piano, è diventata una collezione ricca e poliedrica: lampade dalla forte personalità, che si rifanno ad affermati stili progettuali.

    Ma FontanaArte non ha mai smesso di dialogare anche con i giovani emergenti, confermando la sua vocazione di talent scout.

    Come nella migliore tradizione italiana della bottega d’arte, in cui il sapere veniva tramandato attraverso il “fare insieme”, allo stesso modo FontanaArte è da sempre un laboratorio di idee per i talenti del design.

  • 1997

  • FontanaArte acquista la storica Naskaloris.
    FontanaArte acquista la storica Naskaloris.

    FontanaArte acquista la storica Naskaloris.

    Naskaloris, un’azienda specializzata nell’illuminazione da tavolo per ogni esigenza di lavoro, viene acquistata da FontanaArte. La fama di questo marchio era legata soprattutto alla lampada Naska, brevettata in forme rudimentali già nel 1933.

    FontanaArte si lancia quindi anche in questo nuovo settore, offrendo al mercato un elevato grado di specializzazione in un crescente numero di aree di intervento.

  • 1998

  • ADI premia FontanaArte con il Compasso d'Oro per il clima creativo generato.
    ADI premia FontanaArte con il Compasso d'Oro per il clima creativo generato.

    ADI premia FontanaArte con il Compasso d'Oro per il clima creativo generato.

    FontanaArte è all’apice della sua crescita, quando viene premiata da ADI con il Compasso d’Oro alla carriera.

    Il clima creativo generato dalla proprietà di Carlo Guglielmi si coglie in ogni aspetto della sua quotidianità: dalla collaborazione con i più grandi nomi dell’architettura internazionale , alla focalizzazione sul progetto, dalla lunga tradizione artigianale, all’innovazione tecnologica.

  • 2005

  • Si intensifica l'attività rivolta al contract e FontanaArte illumina molti progetti di prestigio.
    Si intensifica l'attività rivolta al contract e FontanaArte illumina molti progetti di prestigio.

    Si intensifica l'attività rivolta al contract e FontanaArte illumina molti progetti di prestigio.

    L’università Bocconi, il Piccolo Teatro, la Pinacoteca di Brera e il quartiere Bovisa a Milano; la Loyola University, la sede di Fendi e gli uffici della Pfizer a Roma; la scenografica Saint Elie Cathedral a Beirut, il centro sportivo Caja Mágica a Madrid, la Triennale di Seul ed il Radisson Hotel a Dubai: questi sono solo alcuni dei prestigiosi progetti illuminati dalla collezione FontanaArte.

    Raccogliendo all’interno dello stesso catalogo un’ampia gamma di soluzioni sia in termini di illuminazione architetturale che decorativa, FontanaArte diventa un importante player in ambito contract.

  • 2010

  • FontanaArte entra a far parte del Gruppo Nice.
    FontanaArte entra a far parte del Gruppo Nice.

    FontanaArte entra a far parte del Gruppo Nice.

    Dicembre 2010 – Nice SpA sottoscrive l’acquisizione del 60% del capitale di FontanaArte S.p.A.

    Febbraio 2012 – Nice SpA acquisisce il rimanente 40%.

    Nice SpA è attiva nel settore del home automation e progetta, produce e commercializza sistemi per l’automazione di cancelli, porte di garage, barriere stradali e sistemi di parcheggio, tende, tapparelle, solar screen per edifici residenziali, commerciali ed industriali, e sistemi d’allarme wireless. Il gruppo comprende circa 40 aziende.

    È un incontro fra due eccellenze del Made in Italy: una giovane, nata nel 1993, e una storica, con una grande storia e tradizione. Entrambe esprimono la cultura e lo stile italiano sia per quanto riguarda la qualità del prodotto e l’eccellenza nel design che per innovazione e servizio.

    Per Nice SpA, questa acquisizione è il proseguimento fisiologico nel proprio percorso strategico, l’ingresso in settori complementari per nuove soluzioni integrate per la casa. Per FontanaArte, Nice rappresenta l’opportunità di realizzare una solida base industriale per il futuro e facilitare la ricerca strategica di un nuovo linguaggio internazionale.

  • 2011

  • Sole inaugura l’apertura alle fonti luminose di nuova generazione
    Sole inaugura l’apertura alle fonti luminose di nuova generazione

    Sole inaugura l’apertura alle fonti luminose di nuova generazione

    Un altro progetto a cavallo tra illuminazione tecnica e decorativa, come già Scintilla nei primi anni ’70 e Nobi nei primi anni ’90, Sole mette insieme il valore decorativo di un design essenziale con il “cuore” tecnologico di una scheda led particolarmente evoluta.

    Ingombri molto ridotti e facilità di montaggio, elevata efficienza luminosa e resa cromatica naturale della luce, emissione luminosa regolabile e sostanziale risparmio energetico: questi i vantaggi offerti dalla tecnologia di Sole.

    La sua scheda led funziona infatti a tensione di rete e quindi non necessita di un apposito incasso per l’alloggiamento del trasformatore. La scheda led è un quadratilatero, a cui si lega anche la forma della lampada, simile a quella di una mattonella.

  • 2012

  • Giorgio Biscaro alla direzione artistica
    Giorgio Biscaro alla direzione artistica

    Giorgio Biscaro alla direzione artistica

    Vercellese, classe 1978, Giorgio Biscaro è chiamato alla direzione artistica di FontanaArte.

    Si laurea all’Università di Venezia in Disegno Industriale con una tesi sulle lampade a Led, collabora in seguito con diversi marchi di design e nel 2007 apre il suo studio.

    Nel 2009/2010 espone al Salone Satellite dove ottiene feedback entusiastici dalla stampa e dal pubblico. La rivista Case da Abitare lo seleziona, nel 2011, come uno dei 20 giovani designer italiani più talentuosi. L’appuntamento con Euroluce nell’anno successivo gli impone di confrontarsi da subito con la storia di FontanaArte, che proprio nel 2012, compie ottant’anni.

  • Yumi, una sintesi assoluta destinata a diventare un nuovo classico universale
    Yumi, una sintesi assoluta destinata a diventare un nuovo classico universale

    Yumi, una sintesi assoluta destinata a diventare un nuovo classico universale

    Yumi, la lampada da terra disegnato dall’architetto giapponese Shigeru Ban e presentata in occasione di Euroluce 2011, viene selezionata per l’Adi Design Index 2012 e nominata dalla rivista americana Interior Design “Best of Year” per la categoria lighting.

    Yumi è delicatezza e forza insieme: un segno essenziale incontra una struttura resistente e leggera in materiale composito rivestito di fibra di carbonio, spazzolato in superficie fino a diventare lucido. 170 LED integrati nella struttura della lampada garantiscono il minimo ingombro e valorizzano la continuità del segno. Anche i cavi sono completamente annegati nella struttura, perché realizzati con un materiale speciale che resiste alle alte temperature dei processi produttivi. Yumi diffonde un bagliore caldo e concentrato verso il basso, ideale per creare un’atmosfera raccolta. Caratterizza ambienti diversi con la sua personalità decisa e discreta al tempo stesso.

  • 2013

  • FontanaArte rilegge la sua tradizione puntando sulla contemporaneità
    FontanaArte rilegge la sua tradizione puntando sulla contemporaneità

    FontanaArte rilegge la sua tradizione puntando sulla contemporaneità

    La grande novità della collezione 2013, presentata in occasione di Euroluce, risiede nella collaborazione con una nuova generazione di designer internazionali, nell’uso di materiali non convenzionali per FontanaArte e da una particolare attenzione, in fase di progettazione, per la centralità della persona nell’approccio con la luce.

    Più che una nuova direzione, per FontanaArte è una vocazione da riscoprire e consolidare: unire valori estetici e soluzioni adatte alla quotidianità, perché le sue luci diventino elementi fondamentali e amati della casa, capaci di illuminare con sincerità la bellezza della vita contemporanea.