GIO PONTI E L’ARCHITETTURA MILANESE

GIO PONTI E L’ARCHITETTURA MILANESE

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FontanaArte è partner di Milano Arch Week 2018

La settimana dell’Architettura promossa da Comune di Milano, Politecnico di Milano e Triennale di Milano con la Direzione Artistica di Stefano Boeri. Da mercoledì 23 a domenica 27 maggio, una settimana di mostre, incontri e workshop dedicati all’architettura e alla scoperta della città e della sua storia.

GIO PONTI E L’ARCHITETTURA MILANESE, una conversazione fra Francesco Librizzi e Cino Zucchi con la sponsorship di FontanaArte – in Triennale, Sabato 26 maggio alle h.17.

L’architetto Francesco Librizzi, siciliano di nascita e milanese di adozione, nuovo Direttore artistico di FontanaArte, ha sviluppato l’idea di un ‘mondo di carta’ - tipica magia scenografica del teatro - applicandolo al flagship store di Corso Monforte 13 che diventa il palcoscenico modulare e da programmare ad ogni atto e cambio di scena. Sipario

Una nuova idea di negozio, una vera e propria destination: un luogo nel quale i linguaggi differenti della collezione esclusiva e senza tempo per antonomasia si presentano autorialmente come in una commedia dell’arte. La nuova macchina scenica è capace di unire le pièce più recenti ai testi sacri dei grandi maestri cresciuti nella fucina milanese creata da Gio Ponti nel 1932. Le icone osservano i nuovi attori dal backstage, quasi suggerendo e svelando l’aura della cultura della luce che si trasmette in codici contemporanei.

‘Stage’ nasce dall’idea di scalarità del percorso di un luogo in perenne progressione, sul quale le lampade di FontanaArte proporranno al loro pubblico performance sempre diverse, un’identità-ponte verso quello che saprà diventare un negozio completamente rinnovato.

FontanaArte riprende e interpreta l’idea di casa in Italia e dell’abitare il mondo, con un approccio architettonico e progettuale degno della prima cultura moderna italiana degli anni ’30, culla dell’ heritage ineguagliabile di un brand riconosciuto su scala internazionale per sapienza ed eleganza.

La ‘scena fissa’ rappresentata dalla casa è l’interpretazione stessa dell’illuminazione domestica: intima, efficace, eterea, empatica. La divisione tra due ambienti uniti da un fervido gioco di specchio rilascia la dimensione definitivamente privata. Sia essa camera di una dimora o di un albergo, la casa-rifugio ci separa dall’inquinamento luminoso del selvatico esterno offrendo un corretto equilibrio di vissuto e contemporaneità. Nobili le citazioni per pavimenti e soffitti: il Maestro Gio Ponti che decretò il passaggio dai marmi policromi di Pompei alle innovative tecniche degli anni Cinquanta con il marmoleum, fino alle losanghe colorate dei cieli forati di chiara ispirazione teatrale. Manifesto.